Dopo torno
Margherita Lanteri Cravet
Dal 13 marzo 2026 in libreria e negli store online, Dopo torno, il mio romanzo d’esordio. Nato dalla sofferenza più grande, questo libro celebra l’amore che tiene in scacco la morte.
Tre voci: Ava, Dora e Iris.
Persone reali e protagoniste del romanzo, proiezioni della mente di chi scrive per riportare in vita chi non c’è più.
“Dopo torno trasforma l’orrore di due tragedie in una narrazione delicata e potente, resa con scrittura luminosa ed essenziale”.
Prima presentazione al pubblico a Bologna, in Biblioteca Salaborsa, mercoledì 25 marzo 2026 alle 18, nella rassegna “Le voci dei libri”
pp. 208, formato 14×21
isbn 9791257181062
€ 18,00, brossura

-
Si chiamano Dora e Ava le protagoniste del primo libro di Margherita Lanteri Cravet, trasfigurazione delle due figlie dell’autrice realmente decedute a tre anni l’una dall’altra: la minore, Maia, dodicenne, per un glioma nel 2020, la maggiore, Micol, ventiduenne, in un incidente d’auto in Marocco nel 2023. Nel primo anniversario della morte di Micol-Ava, tornano nella loro città, attratte dalle persone e dai luoghi che hanno conosciuto e amato. Questa la premessa da cui nasce un romanzo che trasforma la verità di un’esperienza vissuta in una narrazione delicata e potente, resa con scrittura lucida e luminosa, improntata a leggerezza, nel senso calviniano di essenzialità e rinuncia al superfluo, ma soprattutto reazione al peso del vivere, all’orrore della duplice tragedia.
Qualche parola su di me
Vivo a Bologna da oltre trent’anni – con mio marito, il gatto Gandalf e Calimero, il cane di Mia, la nostra figlia medica giramondo. In questa città mi sono laureata in Lettere classiche, dopo aver frequentato a Sanremo lo stesso liceo di Italo Calvino. Ho insegnato latino e greco, e lavorato nell’informatica; nel 2000 sono entrata nello staff della Biblioteca Salaborsa. Da allora mi occupo di comunicazione per il Comune di Bologna. Fra le mie tante passioni – libri, musica, pittura, teatro, creazione di gioielli – mi dedico soprattutto alla scrittura. Dopo torno è il mio primo romanzo.
So che oltre il visibile e il tangibile
non è vita possibile ma l’oltrevita
è forse l’altra faccia della morte
che portammo rinchiusa in noi per anni e anni.
Eugenio Montale
Tracciare disegni nel caos,
incidere di grazia l’orrore:
solo questo possiamo,
questa la nostra grandezza.
Iris
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
Con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa
Vasco Brondi
IL ROMANZO
Micol è nata a Bologna l’8 ottobre 2000, è morta a Errachidìa in Marocco il 9 giugno 2023, in un incidente d’auto.
A Bologna Maia è nata il 13 marzo 2008 ed è morta il 16 agosto 2020, per un glioma della linea mediana.
Sorelle, figlie mie e di Massimo Di Menna.
Nella Trilogia della Città di K. Agotha Kristoff scrive che ogni essere umano è nato per scrivere un libro: chi non lo fa passa sulla terra senza lasciare traccia. Il libro per loro l’ho scritto io trasfigurando la vicenda biografica di genitori che nel giro di tre anni perdono due figlie, e soprattutto trasfondendo il mio bisogno di saperle vive in qualche modo, di immaginare i loro gesti le loro parole.
Le ho chiamate Ava e Dora e racconto il loro ritorno in città nel primo anniversario della scomparsa della prima.
Il loro viaggio attraverso luoghi conosciuti e incontri con le persone amate trasformerà entrambe ma con esito diverso.
Il libro inizia quasi come un fantasy, ma il tono diventa sempre più intimo e profondo, creando un romanzo del tutto nuovo nel disvelamento della triplicità di voci del libro: la mia, come autrice che si rappresenta come personaggio (Iris) che fa a sua volta parlare le figlie, le quali sono al contempo persone reali, protagoniste del romanzo e proiezioni del mio immaginario materno. Un labirinto di pensieri nei pensieri che rende straniante la narrazione nell’ostinarsi di una madre a rendere le figlie perdute sostanza del suo presente, nell’accavallarsi di pensieri inconfessabili, sensi di colpa, contraddizioni.
Nonostante l’abisso di dolore, questo romanzo celebra l’esistenza, la gioia di scovare ogni giorno un frammento di bellezza, la libertà di decidere come affrontare la sorte, le passioni che fanno amare la vita, il dolore che ravviva i ricordi e rende forti, la solitudine che ci conduce alle nostre radici, la memoria che è la nostra scorta di gioia contro il buio.
I PERSONAGGI
Maia (DORA)
Micol (AVA)
Mia (MILLA)
Margherita e Massimo (IRIS e BRANDO)
ZORRO
RONF
Miele e Brina (DIEGO)
ESTRATTI
PARTE IV - CASA ROSSA
Capitolo 2
Chissà dove sono i quaderni con le sue mappe, i suoi disegni, le sue fiabe, i suoi diari e il suo vocabolario inventato.
Se mamma ha studiato la sua lingua segreta, forse con quella potranno comunicare, infrangendo la barriera tra la vita e la morte. Come la prima volta che fu ricoverata in rianimazione e al risveglio si ritrovò attorno al polso una catenella di cotone che la collegava a mamma: non riusciva a parlare ma per chiamarla, bastò tirare appena.
Iris saprà servirsi del suo arcano linguaggio. Dora ha fiducia nella loro fantasia.
Chiude la porta, sulla parete appare una cornice rossa contenente vari scatti in successione che la ritraggono assorta a provare uno dei suoi primi sorrisi, intorno a due mesi di vita.
Resta imbambolata a guardarsi, una foto dopo l’altra, fino al sorriso pieno.
Capitolo 4
Le tue braccia che mi stringono poche ore prima di imbarcarti. Il tuo ultimo messaggio rassicurante appena scesa dall’aereo. La mia ultima raccomandazione al telefono, il tuo ultimo sì condiscendente, l’ultima volta che distrattamente rispondi “anch’io” al mio caloroso “ti voglio bene”.
Ti rivedo in continuazione, ancora qui, sulla porta, mentre infili in borsa il costume da bagno. L’impronta della tua pelle sudata, il tuo bacio appiccicoso di lucidalabbra. Vai e continui a sorridermi, voltata verso di me, agiti la mano, scendi verso il cancello.
Invece no, mi affaccio alla porta e urlo, ti richiamo indietro, anche se devi correre a chiudere la valigia e poi via con lui. Insisto lo stesso, tu scuoti la testa, mi soffi un bacio, continui ad allontanarti, acceleri, ma io mi slancio, ti raggiungo, ti trattengo a forza, tu gridi, ci accapigliamo. Il cancello si è chiuso. Mi respingi, premi il tasto ma la corrente è saltata, non si apre, entriamo in casa, solleviamo il salvavita, inutile, scatta di nuovo, tu imprechi, io gemo, cerco la chiave per sbloccare il motore, non la trovo, ne proviamo due-tre, telefoniamo a papà, lui è in riunione ma risponde, dà indicazioni.
Alla fine ci vai in aeroporto, ma troppo tardi: perdi l’aereo, sono desolata, ne prenoti un altro, devi cambiare programmi e itinerario.
Sei salva senza saperlo.
PARTE V - THE ONLY STABLE THING
Capitolo 1
E quando, dove c’era un’attività familiare, nota una nuova insegna, o fa la conoscenza di una persona interessante, visita una città dove non è mai stata, assiste a un film emozionante, assaggia un piatto squisito, sente una canzone trascinante, una notizia sensazionale, o legge un capolavoro, le si stringe il cuore perché loro non entreranno in quel negozio, non parteciperanno a quella conversazione, a quel viaggio, a quello spettacolo, non diranno “bontà divina”, non aggiorneranno le loro playlist, non commenteranno insieme.
Ma poi si prova un abito e vede Ava con il pollice alzato; non salta subito al finale di un libro: c’è Dora a farle gli occhiacci.









